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Iggo: update sul mercato obbligazionario

I rendimenti obbligazionari hanno seguito un percorso a ‘V’ quest’anno, cogliendo di sorpresa gli investitori. Il Quantitative Easing della BCE ha spinto i rendimenti sempre più in basso, in territorio negativo – un rapido declino seguito da una altrettanto rapida risalita da fine aprile. La conseguenza è stata un azzeramento dei total return da inizio anno per buona parte del mercato obbligazionario globale, con l’eccezione dei titoli high yield, del debito subordinato e di quello dei mercati emergenti.

Riteniamo che questi movimenti nei mercati obbligazionari siano imputabili ad una variazione del premio al rischio di tasso d’interesse, sulla base di un outlook economico globale più ottimista e di aspettative di tassi più alti nel medio termine. I principali fattori che hanno portato a questi cambiamenti sono tre:

  1. La scarsa attrattività dei rendimenti negativi in Europa
  2. Miglioramento delle previsioni sull’andamento dell’economia in Europa, grazie al QE, ad un euro più debole, ed al basso prezzo del petrolio
  3. Aspetti comportamentali: è tornato l’interesse degli investitori in posizioni più difensive con duration breve, visto il recente rialzo dei tassi, dopo che era scemato visto il lungo periodo di ribassi. La generale mancanza di liquidità nei mercati fixed income ha inoltre avuto un effetto amplificatore sulla volatilità da fine aprile.

Crediamo che siano stati raggiunti i livelli minimi dei tassi nell’universo fixed income, e che ora si stia assistendo ad un processo di normalizzazione, viste anche le crescenti aspettative del mercato di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve US a settembre. Sebbene le politiche monetarie americane ed europee stiano percorrendo strade divergenti, la correlazione tra i mercati obbligazionari globali implica che tassi più alti negli US potrebbero portare ad un innalzamento dei tassi anche in Europa.

Quali sono le implicazioni per gli investitori?

A seguito dei recenti aggiustamenti il mercato fixed income è tornato ad essere attraente, ed alcuni investitori potrebbero essere tentati ad acquistare titoli con duration più lunghe visto il recente rialzo dei rendimenti.

Una stabilizzazione a livelli leggermente più bassi dei mercati nel breve termine è possibile, in particolare se le trattative con la Grecia continuano a deludere e gli investitori decidono di spostare asset in segmenti con minor rischio. Sarebbe quindi consigliabile contenere la duration, vista la ‘normalizzazione’ in corso dei tassi d’interesse. I titoli high yield offrono oggi un premio per il rischio interessante se confrontati con il resto del mercato, e sono meno sensibili ai rialzi dei tassi core.

Un approccio flessibile nel gestire la propria esposizione obbligazionaria è importante in questo contesto, visto che la volatilità che abbiamo visto in questi ultimi due mesi è forse solo un segnale dell’inizio di un periodo più lungo si aggiustamenti per le valutazioni obbligazionarie.


I fondi suggeriti dal team di AXA IM sono


 

Il contenuto è stato prodotto con dati aggiornati al 19 giugno 2015.

Chris Iggo

Chief Investment Officier, AXA Fixed Income

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