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Iggo: un commento veloce sugli ultimi movimenti del mercato obbligazionario

I mercati obbligazionari hanno visto forti deflussi nelle ultime due settimane, con alcuni movimenti chiave, particolarmente sui tassi. A confronto con martedì 21 Aprile:

  • Bund a 10 anni: +41,5 punti base,
  • US Treasuries a 10 anni: +27,5 punti base,
  • UK Gilts q 10 anni: +40,3 punti base.

Nella sola giornata di martedì 5 maggio, gli spread sui periferici si sono ampliati di più di 20 pb, e il rendimento dei decennali italiani è salito di 27 pb.

Dal lato del credito, gli spread Euro investment grade si sono spostati in linea con l’indice ML Euro Investment Grade ASW, ora a 75 pb a confronto con il minimo di 56 pb ad inizio marzo. Tuttavia, gli spread US ed UK e gli high yield sono stati molto più stabili, così come gli spread dei mercati emergenti (che si sono contratti).

Cosa sta succedendo allora? Sembra che gli investitori europei, o gli investitori in governativi europei, abbiano reagito al dilagare nel mercato di rendimenti negativi o estremamente bassi. È difficile individuare esattamente cosa ha scatenato il sell-off, ma vi sono una serie di fattori attualmente oggetto di discussione:

  • Declino della domanda di governativi europei, a causa del rendimento inferiore alle emissioni bancarie/assicurative
  • Riduzione dell’offerta netta nel mercato primario, nonostante il QE, nel breve termine
  • Migliori prospettive di crescita per l’Europa, quindi minori timori di deflazione
  • Riduzione delle posizioni all’accumularsi delle perdite – il consensus del mercato è stato di posizionarsi sui periferici e con duration lunghe al momento dell’avvio del QE

Non sono certo che vi sia stata una ‘capitolazione’ del mercato ad oggi, visti i rendimenti ancora estremamente bassi o negativi nella parte a breve della curva. La mancanza di liquidità nel mercato sta probabilmente accentuando questi movimenti. È interessante come, anche parlando di governativi, e con il QE in effetto, il mercato è meno liquido in questi giorni.

Se i recenti movimenti perdurano nel tempo il sell-off potrebbe propagarsi ai mercati del credito, sebbene i detentori di questi titoli con un’ottica di lungo sarebbero meno propensi a vendere.

Abbiamo ridotto la nostra esposizione al debito periferico europeo e in generale abbiamo preferito posizioni con duration più breve. In termini di asset allocation abbiamo preferito titoli high yield. In Aprile, vi sono state perdite dirette nei governativi, negli inflation-linked e in alcuni segmenti investment grade, mentre high yield e emergenti hanno registrato total return positivi.

Nel nostro outlook di marzo (qui la prima parte, qui la seconda) abbiamo previsto rendimenti più elevati per i governativi core e sottolineato la nostra preferenza per l’high yield.

In molti attendevano questo tipo di movimento nel mercato delle obbligazioni. È impossibile individuare il catalizzatore, ma è chiaro che molti investitori ora stiano cercando di ridurre la loro esposizione a duration più lunghe ed asset periferici.

Questo spostamento probabilmente richiederà del tempo viste le dimensioni di queste posizioni, l’ammontare del calo dei rendimenti dall’anno scorso fino ad oggi, e la mancanza di liquidità. Abbiamo probabilmente visto i minimi per i rendimenti dei Bund e gli spread sui periferici, e avere duration breve riducendo l’esposizione ai periferici rimane il posizionamento corretto per ora.

Gli asset legati all’inflazione stanno beneficiando dell’attuale situazione, e le classi RedEx in particolare hanno avuto buone performance visto il sell-off della duration.

 

Le informazioni e i dati si riferiscono al 5 maggio 2015

Chris Iggo (3)

Chris Iggo

Chief Investment Officer, AXA Fixed Income

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