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Investment Strategy: tratti in salvo da consumi e liquidità

L’allentamento monetario in tutto il mondo, associato a una ripresa degli utili, è tra i principali motivi del nostro atteggiamento positivo verso gli strumenti rischiosi. I risultati registrati nel mese di febbraio sono stati veramente straordinari.I mercati azionari dell’area euro hanno messo a segno rendimenti di tutto rispetto, superando il 7%. In contrasto con l’aumento generalizzato dei rendimenti, i debiti sovrani in euro hanno ottenuto un rendimento dell’1%.

Nonostante si avvicini il giorno del giudizio per la politica monetaria degli Stati Uniti, siamo convinti che la liquidità nel breve periodo continui a essere favorevole agli strumenti rischiosi.

Peraltro, l’impatto negativo del prezzo del petrolio sul comparto energetico negli ultimi sei mesi ha determinato una serie di revisioni al ribasso delle stime di utili. In totale, le previsioni di crescita degli utili nel settore energetico sono state ridimensionate del 50%. Una sorte simile è toccata ai materiali. A fronte delle revisioni al ribasso – intorno al 15% – degli ultimi sei mesi, l’impatto della flessione dei prezzi delle commodity è meno pesante. Di conseguenza, gli analisti hanno portato le stime di crescita globale degli utili per i prossimi 12 mesi al 5%, esattamente in linea con le nostre proiezioni.

Poiché riteniamo che le revisioni abbiano ormai raggiunto il livello più basso, consideriamo molto più convincenti le attuali previsioni di utili, a meno che non si verifichi un altro importante calo dei prezzi delle materie prime.

Ma tutto questo significa che la ripresa degli utili è a rischio? Noi non crediamo. Siamo convinti che la recente evoluzione degli utili rispecchi un notevole sfasamento temporale tra le conseguenze positive e quelle negative. Il calo dei prezzi dell’energia ha un impatto quasi immediato sul settore energetico, mentre occorre più tempo perché esso manifesti il suo effetto positivo sul resto dell’economia.

I nostri indicatori preferiti del volume di attività fanno sempre presagire una forte accelerazione della crescita degli utili, come illustra la Figura.

Nonostante un discreto rally del mercato azionario da inizio anno, gli indicatori di sentiment non esprimono alcuna “esuberanza irrazionale”.

L’abbondanza di liquidità e il costo unitario del lavoro favorevole – anche negli USA – ci spingono a mantenere un approccio propenso al rischio e a raccomandare un’esposizione azionaria sovrappesata, nonostante il fatto che i multipli delle valutazioni siano leggermente elevati in termini assoluti, sebbene non eccessivi rispetto ai rendimenti obbligazionari.

G7 industrial production & earnings growth

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Asset allocation suggerita

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La nostra view in quattro punti

1. Per quanto riguarda l’Asset Allocation almeno per il momento, manteniamo un approccio propenso al rischio sia in ambito azionario che nel reddito fisso. La liquidità continuerà a costituire un elemento molto favorevole e l’attuale debolezza congiunturale dovrebbe essere un fattore temporaneo. Nell’obbligazionario, confermiamo la nostra view positiva nel breve termine nell’Area euro e suggeriamo anche di aumentare l’esposizione alle obbligazioni indicizzate negli Stati Uniti. In ambito azionario, abbiamo reintrodotto una posizione a breve termine sul mercato svizzero, che ha registrato una forte ripresa dopo una fase di oscillazioni valutarie.

2. Manteniamo le nostre previsioni di crescita globale intorno al 3,7% per il 2015. La flessione degli investimenti a inizio anno sarà compensata da una domanda al consumo piuttosto robusta, grazie alla debolezza del prezzo del petrolio e al miglioramento del mercato del lavoro.

3. La politica monetaria resterà ultra-accomodante in tutte le economie, sia avanzate che emergenti. La BCE ha dato il via al suo piano di acquisti di titoli di stato, la BoJ probabilmente inietterà altra liquidità più avanti e le banche centrali dei paesi emergenti sembrano propense ad un ulteriore allentamento. Si muoveranno in senso opposto la Fed, da cui ci aspettiamo il primo aumento dei tassi a fine 2015, e la Banca d’Inghilterra.

4. Siamo convinti che l’estensione di quattro mesi del bailout greco sia essenzialmente un modo per prendere tempo, mentre permangono le difficoltà di finanziamento a breve e lungo termine. Sebbene negli ultimi tempi la probabilità di uno scenario di uscita della Grecia dall’Euro si sia ridotta, resta comunque significativa.

Scarica l’Investment Strategy – marzo 2015

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