Informazione Importante

Benvenuto/a nel Financial Lab di AXA Investment Managers

Un blog dedicato a promotori finanziari, consulenti finanziari autonomi e a private banker, dove trovare i nostri market insights, l’asset allocation del nostro team di Ricerca e Strategia di Investimento, le view dei nostri gestori, e molto altro.

Per una sintesi della settimana, iscriviti alla nostra newsletter!

Disclaimer
IL CONTENUTO DI QUESTO SITO NON COSTITUISCE OFFERTA, RACCOMANDAZIONE NÉ SOLLECITAZIONE ALL’ACQUISTO O ALLA VENDITA DI SPECIFICI STRUMENTI FINANZIARI MA HA FINALITÀ UNICAMENTE INFORMATIVA. L’ACCESSO A QUESTO BLOG, È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE A INTERMEDIARI, CONSULENTI FINANZIARI AUTONOMI E INVESTITORI PROFESSIONALI.
Cliccando su “Accetto”, l’utente dichiara di rivestire una delle predette qualifiche, come definite e disciplinate dalla normativa tempo per tempo vigente.
Prima dell’adesione, l’investitore deve prendere visione del Prospetto e del KIID, disponibili sul sito www.axa-im.it.

 

Il sito contiene informazioni non appropriate per i clienti al dettaglio, in quanto potrebbero non consentire un’adeguata comprensione di tutti i profili connessi all’investimento.
E’ responsabilità del soggetto che accede alla presente sito verificare la propria qualità di intermediario, consulente finanziario autonomo o di cliente professionale. AXA Investment Managers non potrà essere ritenuta responsabile per accessi al presente sito da parte di soggetti diversi dalle categorie sopra indicate.
L’accesso al sito è considerato, da AXA Investment Managers, un atto consapevole, spontaneo e autonomo.
Alla prossima visita del presente sito, non apparirà più questa pagina. Tale funzionalità richiede l’utilizzo di cookies.

****
Informazioni importanti relativamente ai cookies:
Questo sito web utilizza cookies per raccogliere informazioni su come i visitatori utilizzano il sito. E’ possibile abilitare o disabilitare i cookies modificando le impostazioni del proprio browser. E’ possibile scoprire come effettuare tale modifica e trovare altre informazioni sui cookies nella sezione avvertenze legali.

Torna su

Un terzo del cibo prodotto nel mondo finisce al macero

L’impatto di una produzione alimentare insostenibile ha messo il pianeta in una situazione delicata. Oggi però gli atteggiamenti stanno cambiando, le nuove tecnologie pulite rendono possibile un cambiamento e c’è maggiore consapevolezza.

 

Cos’è il cibo sostenibile?

Non c’è una definizione ufficiale di cibo sostenibile, ma a grandi linee possiamo convergere sulla definizione di cibo prodotto con l’intenzione di limitare l’impronta di carbonio, l’intensità idrica e lo sfruttamento del suolo; proteggendo al tempo stesso la salute del suolo e la biodiversità, ed evitando la deforestazione.

 

Che cosa determina la necessità di produrre cibo sostenibile?

La necessità di produrre cibo più sostenibile e di investire in prassi agricole sostenibili dipende da una serie di fattori. Spesso il primo tra tutti è lo spreco alimentare. Secondo le Nazioni Unite (UN), un terzo di tutto il cibo prodotto su scala mondiale viene sprecato1, contribuendo all’8% delle emissioni totali di gas serra. Mettendo in prospettiva questo dato, se lo spreco alimentare fosse una nazione, vincerebbe la medaglia di bronzo per il suo impatto sul riscaldamento globale, superato solo dagli Stati Uniti e dalla Cina2.

A livello mondiale, molte risorse naturali sono sfruttate nella produzioni di cibo che finisce poi al macero. Circa il 77% dei terreni agricoli3 è dedicato all’allevamento di bestiame e, secondo le Nazioni Unite, l’allevamento contribuisce a più emissioni di gas serra di tutte le automobili, gli autocarri e gli aerei presenti nel mondo4. Con il crescere della domanda, iniziamo a pagare il prezzo dell’impatto di diete a più alto contenuto di carne, e cresce l’esigenza di considerare sistemi più sostenibili di allevamento, di produzione e di distribuzione di cibo.

L’urgenza di un cambiamento è evidenziata dal problema della carenza idrica. Si stima che la popolazione del pianeta arriverà a 9,8 miliardi entro il 20505, ma le risorse idriche disponibili, nella migliore delle ipotesi, resteranno invariate. A questi livelli, il 70% dell’acqua dolce presente sulla Terra è utilizzata per l’agricoltura6 , ma se vogliamo conservare le risorse idriche per le generazioni future, gli attuali livelli di consumo idrico per la produzione di cibo non sono sostenibili.

 

Investi nelle CleanTech con AXA WF Framlington Clean Economy

Se vuoi che il tuo investimento produca un impatto positivo sul cammino che dovrebbe portare alla soluzione di tutti questi problemi, prendi in considerazione AXA WF Framlington Clean Economy. Si tratta di una strategia che mira a generare risultati nel lungo termine, investendo in società operanti nel settore della Clean Economy (l’economia pulita) che, con le loro attività, favoriscono la transizione energetica e l’ottimizzazione delle risorse.
Il fondo offre:

  1. Accesso diversificato al potenziale di crescita della Clean Economy.
  2. Esposizione specifica alla Clean Economy.
  3. Approccio attivo e a lungo termine alla Clean Economy.

Nel settore della nutrizione responsabile, in particolare, abbiamo individuato due aree l’investimento: le tecnologie agricole e alimentari per assicurare il nutrimento di una popolazione in crescita e le tecnologie per rimediare alla crescente carenza di risorse idriche.

 

Le nuove tecnologie protagoniste del movimento per la sostenibilità

La crescente sensibilizzazione dei consumatori e l’evoluzione della domanda spingono il settore ad adottare tecnologie nuove e innovative che offrono soluzioni per soddisfare l’esigenza di sistemi agricoli e di produzione alimentare più sostenibili.

Saranno i consumatori i veri catalizzatori del cambiamento? Per maggiori informazioni, leggi qui

Per trovare una soluzione allo spreco alimentare globale sono state sviluppate nuove app che stabiliscono un collegamento diretto tra gli agricoltori, da un lato, e le aziende e i consumatori dall’altro. Queste app consentono agli agricoltori di trattare i prezzi dei prodotti in base alla loro “bruttezza” e contribuiscono ad accorciare la filiera, mettendo direttamente in contatto i consumatori con gli agricoltori, presso i quali possono ritirare direttamente i propri acquisti, con una potenziale riduzione dell’impronta di carbonio dei cibi prodotti.

Lo sviluppo di un sistema di produzione alimentare più sostenibile non dipende però solo dalle app e, di conseguenza, si sta cercando di individuare nuove fonti di proteine.

In questo processo, alcuni esperti hanno iniziato a concentrarsi sulle alghe. Tipicamente viste come le specie vegetali che crescono sul fondo di laghi e stagni, presto le alghe potrebbero diventare una delle principali fonti proteiche per l’uomo. Con una crescita dieci volte più veloce di quella delle piante terrestri, non richiedono irrigazione, hanno un apporto di ferro superiore a quello del manzo e, grazie alla loro versatilità, non sono in competizione con altre colture rispetto all’uso del suolo. Già utilizzate nella produzione di gelati e nelle proteine in polvere, le alghe hanno espresso solo in minima parte le loro potenzialità. Il mercato dei prodotti derivati dalle alghe, grazie agli sviluppi tecnologici e alla sua scalabilità, potrebbe raggiungere un volume di 5,2 miliardi di dollari7 entro il 2023.

Le alghe non sono gli unici elementi che stanno rivoluzionando il mercato delle proteine, nel quale iniziano a imporsi con una certa forza startup dedite alla produzione di carne creata in vitro, la cosiddetta “clean meat” (carne pulita). Spesso definita anche “carne coltivata”, si tratta di un alimento prodotto in laboratorio coltivando in vitro cellule animali. La tecnologia della carne pulita ha fatto enormi passi avanti in poco tempo. Risale al 2013 la comparsa, a Londra, del primo hamburger di clean meat, che aveva un costo di circa 330.000 dollari. L’obiettivo di Mosa Meats è di poter commercializzare i suoi hamburger a un prezzo unitario di 10 dollari entro il 20208 . I fautori della carne coltivata sottolineano il fatto che utilizza meno acqua e suolo rispetto all’allevamento tradizionale e, considerato l’ambiente in cui è prodotta, è meno esposta agli agenti patogeni.

Non solo alghe e carne pulita, anche gli insetti potrebbero essere una soluzione come cibo sostenibile? Guarda il video

 

C’è ancora speranza per il pianeta

Sappiamo bene che la Terra versa in condizioni precarie, ma siamo ancora in tempo per rimediare ai danni compiuti. Consapevoli dell’impegno delle imprese a completare la transizione verso la sostenibilità, e motivati dal crescente interesse dei loro clienti, crediamo sia giunto il momento di investire nella clean economy e in queste idee innovative.

 



1 – Fonte: FAO, SAVE FOOD: Global initiative on Food Loss and Waste Reduction
2 – Fonte: The Washington Post, The Climate impact of the food in the back of your fridge, 31.07.2018
3 – Fonte: Our world in data, How much of the world’s land would we need in order to feed the global population with the average diet of a given country?, 03.10.2017
4 – Fonte: Sustain, Eat better, and less meat and dairy
5 – Fonte: Nazioni Unite al 21.06.2017
6 – Fonte: National Geographic, Thirsty Food, 21.03.2019
7 – Fonte: Forbes, See how algae could change our world, 15.06.2018
8 – Fonte: Clean Meat, the future of meat

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *