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Intervista a Hayes, gestore AXA WF Global Strategic Bonds: investire o non investire nel reddito fisso?

Negli ultimi anni i Titoli di Stato hanno avuto alti e bassi. Nick Hayes, Lead Fund Manager di AXA WF Global Strategic Bonds, condivide le sue riflessioni sullo scenario economico del post QE di Draghi e ci spiega su quali classi di attività conviene puntare in questo momento.

1. Quanto il QE di Draghi influenza il segmento del reddito fisso?

L’acquisto di ingenti quantità di titoli di Stato, sulla maggior parte dei mercati europei, comporterà un calo dei rendimenti. Ciò che bisogna chiedersi è: in che misura il movimento è già scontato nelle quotazioni? Nel 2014 l’obbligazionario governativo europeo ha registrato un’ottima performance; ora il 25% di questi titoli mostra un tasso negativo, per cui è normale chiedersi se il programma della BCE spingerà nuovamente al ribasso i tassi o li manterrà a livelli analoghi.

2. Quali sono gli asset più appetibili in questo momento?

In considerazione dei bassi rendimenti sull’obbligazionario governativo, preferiamo il credito e, nello specifico, il credito USA. L’investment grade e l’high yield USA offrono rendimenti elevati rispetto a quelli europei e i fondamentali economici appaiono più solidi, elemento che dovrebbe determinare la riduzione degli spread. A ciò si aggiunge un periodo di politica monetaria espansiva, in cui il rialzo dei tassi appare ancora un’eventualità lontana e, fattore più importante, il picco di questo ciclo economico potrebbe tranquillamente rivelarsi inferiore rispetto ai precedenti.

3. Considerato il contesto di bassi interessi, quali potrebbero essere i rendimenti ottimali?

I rendimenti complessivi molto probabilmente scenderanno ancora, di più che negli anni passati. La sfida sarà quindi quella di differenziare il fixed income “sensibile ai movimenti dei tassi d’interesse” da quello “sensibile al credito”. I rendimenti dell’obbligazionario sovrano dovrebbero scendere ma, considerando l’aumento del rendimento corrente sul credito – soprattutto high yield – i ritorni potrebbero essere maggiori. Mi sembra corretto affermare che, con un rendimento di partenza basso su tutto il fixed income, dovremmo aspettarci rendimenti storici inferiori.

4. Questo scenario come influirà sui futuri rialzi dei tassi d’interesse, soprattutto negli USA?

Gli Stati Uniti, e in misura minore il Regno Unito, si stanno avvicinando alla fine del periodo di stimoli monetari e ciò vuol dire che nei prossimi trimestri prevediamo un rialzo dei tassi in entrambi i Paesi. Dal canto loro, Europa e Giappone proseguono con la politica espansiva e i tassi d’interesse a zero. Esiste la possibilità che questa differenza nella politica monetaria globale e l’indebolimento della crescita provocheranno un periodo d’instabilità dei prezzi, soprattutto alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni, in cui la ripresa è stata sponsorizzata dalle banche centrali dopo la crisi finanziaria globale.

5. In tale contesto, consigliereste d’investire nel reddito fisso?

Direi che è sempre consigliabile avere del reddito fisso all’interno del proprio portafoglio. Questo vale per offrire un flusso regolare di reddito, per controbilanciare gli attivi rischiosi in un portafoglio diversificato o perché ritenete che la deflazione e la fiacchezza della crescita economica non cambieranno nei prossimi anni. Fattore più importante, il nostro portafoglio a reddito fisso dovrebbe avere un equilibrio tra titoli sensibili ai tassi d’interesse e al credito, non concentrato nelle parti più costose e potenzialmente volatili del mercato. Infine, dovrebbe avere la capacità di variare l’asset allocation a seconda della modifica delle valorizzazioni e di un contesto macro-economico variabile.

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