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Guibout: cosa è successo a novembre sui mercati e sui nostri fondi WF Italy e WF Eurozone

Novembre è stato un mese che non ha riservato sorprese: l’economia USA continua a crescere, mentre nella zona euro il rischio deflazione è sempre più pressante. Il crollo del prezzo del petrolio, altro capitolo importante del mese, ha un effetto duplice.Gilles GuiboutMolto positivo per il settore privato statunitense e, in generale, per l’economia mondiale, negativo per l’inflazione europea.

Ancora una volta Mario Draghi si è confermato protagonista: l’annuncio che la BCE è pronta ad allargare il suo programma di acquisto di asset ai bond governativi e privati, ha provocato un’ulteriore contrazione dei tassi e un rialzo importante dei mercati azionari.

Nel corso del mese il FTSE Italia All share è stato penalizzato dai titolo energetici, tuttavia ha segnato un +1,28% mentre il DJ Eurostoxx Return ha segnato un più incoraggiante +4,66%. Per entrambi gli indici, tutti i settori hanno segnato un miglioramento tranne, ovviamente, il settore energetico, e le utilities in Italia. I beni di consumo e le telecomunicazioni sono quelli che sono cresciuti di più grazie alla coppia dividendi/visibilità che caratterizzano i due settori. Il consolidamento, che noi avevamo evidenziato già 18 mesi fa, è appena iniziato e sta cambiando la percezione del settore.

Nello stesso mese, il fondo Italy è salito del 2,54% sulla share class  A, risultato raggiunto grazie allo stock picking (un’accorta scelta dei titoli da inserire nel fondo). Il Framlington Eurozone, nonostante sia caratterizzato da un massiccio sottopeso dei beni di consumo, è salito in linea con il mercato di riferimento: +4,39% sulla share class I, beneficiando anch’esso dello stock picking.

investire in azioni italiane e europee

Come accade di solito a fine anno, i mercati europei non dovrebbero riservare sorprese, spinti da tassi di interessi sempre meno attraenti per gli investitori.

Dopo un 2014 deludente per la crescita della zona euro, il 2015 potrebbe, al contrario, portare qualche sorpresa positiva grazie all’effetto combinato del ribasso dell’euro, del petrolio e di altre commodities, ma anche per le attese riforme in Italia e Francia che sembrano andare avanti. L’anno prossimo, quindi, potremmo finalmente vedere al rialzo i risultati delle società che nel corso del 2014 hanno deluso.

Non abbiamo sostanzialmente modificato il posizionamento dei portafogli. Continuiamo a puntare su:

  • società internazionali, esposte alla crescita globale (soprattutto americana)
  • società esposte all’Europa, con potenziale di miglioramento dei margini operativi (tra le quali banche).

AXA WF Framlington Eurozone

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