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AXA WF Framlington Italy – Focus sulle banche centrali

A luglio, la pubblicazione di risultati semestrali nel complesso leggermente migliori delle attese, non è stata sufficiente a sostenere i mercati azionari europei.

Ancora una volta, sono state le strategie delle banche centrali per uscire dalla politica d’iniezione di liquidità nei mercati a trattenere l’attenzione degli investitori.

Mentre i livelli d’inflazione ancora bassi negli Stati Uniti e le difficoltà incontrate dal presidente Trump nell’attuare il suo piano di riforma suggeriscono che la Fed potrebbe ritardare il rialzo dei tassi di riferimento, in Europa la ripresa della crescita provoca l’effetto opposto e suggerisce una possibile riduzione del bilancio della BCE prima del previsto, con un rialzo di tassi ed euro.

Il DJ Euro Stoxx dividendi reinvestiti è avanzato dello 0,43% mentre l’MSCI Europe ha perso lo 0,37%, un calo dovuto principalmente alla flessione della sterlina e del franco svizzero, rispettivamente oltre il 2% e il 4%. I settori difensivi con lunga durata in cui ancora deteniamo quote significative (immobiliare, consumo durevole, salute) pesano su questa tendenza, mentre i titoli finanziari beneficiano di un aumento dei tassi d’interesse e della pubblicazione di risultati semestrali superiori alle attese, e quelli del settore minerario traggono vantaggio dal dollaro in calo che favorisce le economie emergenti. Sul piano geografico, l’Italia si distingue particolarmente, tenuto conto del forte peso che ha il settore finanziario. Al contrario, la Germania – per la sua forte esposizione alle esportazioni – patisce il rafforzamento dell’euro.

Nelle prossime settimane, le fluttuazioni del tasso di cambio saranno probabilmente il focus principale. Favoriti dalla pausa estiva che tradizionalmente porta volumi di scambio più bassi, i mercati azionari potrebbero sperimentare una certa volatilità prima della fine del mese, quando gli investitori seguiranno da vicino le dichiarazioni dei banchieri centrali al meeting di Jackson Hole per trarne indicazioni su imminenti cambiamenti nella politica monetaria.

Le attuali valutazioni lasciano poco spazio ad un’espansione dei multipli ed è sempre consigliabile favorire le società che offrono un reale potenziale di crescita delle vendite e/o dei margini, sola garanzia della capacità di generare profitti e dividendi nel lungo termine.


Performance del fondo

Il FTSE Italia All Shares è avanzato del 4,33%, decisamente trainato dal settore finanziario, che beneficia di rendimenti più elevati. In questo contesto, malgrado la sua sovraesposizione alle azioni bancarie, la performance del fondo ha visto un aumento meno marcato a causa della non buona performance dei titoli legati all’export, penalizzati da un euro più forte. Ci manteniamo positivi sull’economia italiana, che sta approfittando della normalizzazione della zona euro. Le società hanno ripreso a crescere.

C’è un aumento d’interesse per l’azionario italiano, anche legato all’effetto PIR, che ha riportato un po’ d’investitori sul comparto. Questo flusso non si dovrebbe esaurire e potrebbe anche diventare un’opportunità per le società perché l’aumento di liquidità dovrebbe consentire di finanziare investimenti e di approfittare dei multipli di valutazione più elevati per fare operazioni di crescita esterna.

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Gilles-Guibout

Gilles Guibout

Head del Team di Investimento Equity Europa,
Framlington Equities

 

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