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Baltora: sotto pressione il target inflazionistico delle Banche Centrali

Il resoconto sull’inflazione della Bank of England sta chiarendo le prospettive sulla politica monetaria del Regno Unito e, in estrema sintesi, il rapporto è abbastanza hawkish.

Un anno addietro il mercato era vicino a prezzare interamente un rialzo dei tassi a fine 2014, ma la bassa inflazione ha spinto le prospettive di rialzo più avanti nel tempo, il che mantiene le banche centrali sui loro target di inflazione.

Iggo: il canarino non canta più

Dai minimi di aprile i rendimenti del Bund hanno guadagnato 80 punti base. Il segmento obbligazionario a lungo termine del mercato ha perso il 20% a livello di prezzi. Da inizio anno, i rendimenti total return del mercato obbligazionario sono stabili o negativi. Nessuna sorpresa, siamo in una fase di bear market. O meglio, ci troviamo in una prima fase di un mercato ribassista caratterizzato da condizioni favorevoli in termini di prospettive macroeconomiche.

Si tratta di un mercato ribassista che non presenta una correlazione positiva tra variazioni dei tassi (in alto) e spread sul credito (in ampliamento).

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Video intervista a Fabiano Galli: investire oggi nel mercato obbligazionario

Fabiano Galli, Senior Sales ad AXA Investment Managers Italia, è stato intervistato da FinanzaOnline TV nell’ambito dell’Efpa Meeting 2015 di Genova.

Galli illustra come AXA IM si sia aperta al mondo della distribuzione retail e spiega l’offerta informativa della società per promotori e private banker. Approfondisce poi la view di mercato della società circa l’elevata volatilità che ha toccato i titolo di Stato, in particolare il Bund e infine  propone le soluzioni adatte al momento per gli investitori italiani.

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Guibout: accelerazione per la crescita in Europa, Italia fuori dalla recessione

In Europa, la scarsa liquidità del mercato a maggio ha avuto un effetto amplificatore sulla volatilità dei mercati obbligazionari; molti investitori hanno venduto posizioni lunghe sui governativi. Questa volatilità è stata ulteriormente alimentata dalle incertezze sulla Grecia, mentre nel Regno Unito le elezioni hanno permesso a Cameron di continuare la sua politica favorevole alle società. Dal lato economico, l’Eurozona ha confermato i dati in accelerazione per la crescita da inizio 2015, con un 1,6% annuo per il 1° trimestre. Questa performance è in parte legata alla forte ripresa spagnola e anche all’uscita dalla  recessione dell’Italia.