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Europa 2020: similitudini con il Giappone degli anni ’90

La reazione dei mercati alla conferenza stampa di Mario Draghi è stata a dir poco tiepida. Il pacchetto di misure monetarie annunciato la settimana scorsa contiene alcuni elementi inattesi dai mercati, ma il mood è aggravato dalla decelerazione economica in particolare quella tedesca. Si ripropongono quindi le similitudini con il Giappone degli anni novanta, sia sul lato congiunturale che su quello finanziario. Ci affacciamo forse a un periodo lunghissimo di tassi invariati e rendimenti negativi sulle obbligazioni tedesche.

Scopri l’analisi di Alessandro Tentori, CIO di AXA IM Italia.

Iggo: il governo può spendere all’infinito

Le delusioni sul fronte della crescita e le preoccupazioni per la disuguaglianza mettono in difficoltà la politica economica tradizionale. Ad aggravare la situazione c’è l’inerzia apparente della politica in numerosi Paesi. Gli Stati Uniti sono ricorsi agli stimoli fiscali ma nessun altro Paese li sta prendendo seriamente in considerazione. Le banche centrali si stanno chiedendo se hanno fatto abbastanza per far migliorare la crescita nominale. Alcune stanno persino mettendo in discussione il loro approccio.

BCE: altri cinque anni di tassi negativi?

La “finestra” per una normalizzazione della politica monetaria di Francoforte si sta rapidamente chiudendo. Anche senza evocare lo spettro di una recessione, la probabilità di uno scenario nel quale i tassi BCE rimarrebbero invariati più a lungo di quanto scontano i mercati è in rapido aumento. In questo articolo ne analizziamo le cause, tentando allo stesso tempo di tracciare una traiettoria plausibile nel medio periodo.

Cogli oggi le opportunità dei cambiamenti demografici

Oggi si può essere giovani a 50 anni, o considerarsi a metà del cammino. Si prevede, infatti, che uno su tre dei nati oggi potrebbe vivere fino a 100 anni1. Indubbiamente l’invecchiamento della popolazione sta trasformando rapidamente la nostra società. Si calcola infatti che la popolazione sopra i 60 anni, globalmente, crescerà a una velocità di più di 5 volte tanto quella del resto della popolazione nel periodo 2018-20302.

Investment strategy: il rallentamento dell’Eurozona rischia di mettere in stallo la BCE

Quando le congiunture sfavorevoli e i temporanei rallentamenti diventano duraturi, più tardi significa mai

Inizialmente abbiamo assistito a un calo dei consumi di energia dovuti all’inverno mite a inizio 2018. Poi ci sono stati gli scioperi in Francia. Più avanti, l’industria automobilistica tedesca ha faticato ad adattarsi ai nuovi standard per le emissioni e la secca del fiume Reno ha ostacolato la produzione del settore chimico.

Il mensile di Tentori – Febbraio 2019

Il rallentamento della crescita europea va ben oltre le attese e apre scenari di rischio sia per la traiettoria di politica monetaria che per il ciclo congiunturale. Inoltre, la BCE potrebbe non essere nella posizioni di alzare i tassi a fine anno, dovendo così posticipare la normalizzazione di politica monetaria non di qualche mese, ma addirittura di qualche anno. Gli analisti di AXA IM hanno analizzato i risvolti negativi di uno scenario di rischio, sia sul settore bancario, che su quello immobiliare e sul mercato dei titoli di stato più in generale.