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AXA WF Framlington Italy: fine d’estate in ritirata

Ad agosto i mercati azionari europei hanno tirato il freno, dopo i rialzi di luglio, mettendo a segno una performance negativa. Il rialzo del dollaro e l’impatto negativo della guerra commerciale su un gran numero di paesi emergenti hanno pesato tra gli investitori. In Europa preoccupa soprattutto, in questo momento, il rischio connesso alle annunciate politiche di spesa del governo italiano.

Due domande a Guibout – 9a Puntata

In questo episodio, il consulente finanziario Paolo incontra un suo cliente, il pilota di Formula 1 Alessio, in aeroporto. Prima di imbarcarsi, Alessio riesce a rivolgere due domande a Gilles Guibout.

Scopri il nono episodio.

Iggo: la pazienza è la virtù dei forti

Gli investitori temono che la volatilità aumenti, mettendo fine alla fase rialzista del mercato. Si tratta di un evento già accaduto nel reddito fisso, che però ha creato frustrazione poiché non ha provocato un repricing significativo. Nella maggior parte dei settori yield e spread sono ancora molto bassi, mentre in quelli che hanno registrato un sell-off non è chiaro se ci troviamo nel momento “opportuno” per acquistare.

Iggo: ribassi e sconvolgimenti

Comprare al ribasso si è rivelata, nel tempo, una strategia vincente nel reddito fisso. Le fasi ribassiste nei mercati obbligazionari non durano molto a lungo poiché gli investitori vengono presto remunerati da un carry più alto. La vera sfida consiste nel prevedere dove si manifesteranno i ribassi e acquistare nel momento giusto. Sbagliando, si rischia l’insolvenza nonché la perdita del proprio capitale.

Debito Pubblico: L’Importanza del Ciclo Economico

Alla luce della situazione di forte incertezza sviluppatasi sui mercati Italiani, mi è sembrato interessante fare due considerazioni di carattere strutturale: 1) L’Italia non è più correlata di altri paesi membri alle variazioni del ciclo economico globale; 2) Il rischio di una correzione della congiuntura globale espone tutti i paesi della zona Euro alla volatilità degli asset finanziari, ma l’Italia potrebbe soffrire di più a causa della crescita potenziale relativamente bassa.

Iggo: non ricordo nulla

All’epoca del crollo di Lehman, dieci anni fa, l’economia USA mostrava già segni di rallentamento e la Fed aveva già avviato una politica espansiva. Sebbene qualcuno inizi a temere il livello di leva finanziaria nel credito e le valutazioni azionarie elevate, una replica della grande crisi finanziaria non sembra ipotizzabile. Ma ciò non significa che non si prospetti alcun problema all’orizzonte.