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Iggo: le feste si avvicinano

Ora che ottobre è finito possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo. Gli investitori riceveranno il resoconto sui loro investimenti e difficilmente vedranno rendimenti positivi nell’ultimo mese. Non voglio essere accusato di fare previsioni a breve termine, ma mi aspetto un novembre migliore. Potrebbe andare molto bene se Cina e Stati Uniti trovassero un’intesa sul fronte commerciale, se si arrivasse a un accordo per la Brexit e se proseguisse il flusso di notizie positive sull’economia statunitense.

Iggo: sono le obbligazioni, tesoro!

É la maledizione di ottobre quella a cui abbiamo appena assistito? Halloween arriverà solo la settimana prossima, ma un’ondata di terrore ha già colpito i mercati globali negli ultimi giorni. A causa della crescita deludente e delle incertezze politiche, le azioni hanno riportato performance inferiori alle obbligazioni in Europa, e sta per accadere qualcosa di simile anche negli Stati Uniti.

Iggo: chi va piano va sano e va lontano

La Brexit è come un affascinante sceneggiato politico: occupa più tempo in radio e televisione e più spazio sui giornali e online che ogni altro argomento (almeno nel Regno Unito). Eppure i mercati non sanno bene come comportarsi. Le prospettive sono talmente incerte che per gli investitori è difficile prevedere l’esito di questa vicenda.

Iggo: il regno della tragedia

Come nella politica, anche negli investimenti dovrebbe esserci una linea rossa, un limite da non oltrepassare. La conservazione del capitale, un livello minimo di liquidità per poter accedere a tale capitale e rendimenti superiori all’inflazione: sono le prime cose che normalmente ci vengono in mente. Ultimamente, il rendimento è stato la parte più difficile.

Iggo: il primo amore non si scorda mai

Il rendimento dei Treasury è salito molto questa settimana. Questo andamento dovrebbe renderci più rialzisti sul mercato obbligazionario. Dopo tutto, oggi, chi ha reddito fisso in portafoglio riceve un rendimento più alto rispetto agli ultimi anni. Inoltre, gli yield più elevati proteggono il portafoglio dalla volatilità dei prezzi, molto più di quanto non facessero quando erano contenuti dagli acquisti delle banche centrali globali.

Iggo: decenni

Questa settimana la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse al 2,25%. Rispetto ad altri mercati consolidati, i tassi del mercato monetario statunitense sono sui livelli massimi da molti anni, in alcuni casi persino da decenni. Questo ci dice che il processo di reflazione dell’economia USA dalla recessione successiva alla crisi finanziaria è stato più efficace.