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Iggo: Finalmente un po’ di calma

Le autorità governative e gli investitori, in un clima di generale stanchezza, hanno accolto con un profondo sospiro la notizia del raggiungimento di un accordo con la Grecia, che apre la strada a possibili negoziati per un terzo bailout.

Non necessariamente si è trattato di un sospiro di sollievo, quanto di sconcerto per come si sia potuti giungere fino a tale punto.

Iggo: Ne o Oxi

La tragedia greca sta caratterizzando i mercati da settimane e ha raggiunto un suo climax in questo weekend.

Il referendum, da un punto di vista simbolico, può essere letto in più modi: un voto sull’appartenenza all’euro, un voto pro o contro l’austerità, o ancora un voto di fiducia per il governo di Alexis Tsipras. Avrà sicuramente un peso rilevante, ma la faccenda greca non finirà qui.

Iggo: black hole sun

C’è un po’ di agitazione nei mercati obbligazionari in questo momento. Tutti vediamo motivi per vendere ma temiamo che quando arriverà il momento non saremo in grado di farlo.

La Grecia potrebbe provocare un terremoto sui mercati del credito, la Federal Reserve potrebbe provocare un’altra oscillazione dei tassi d’interesse ed i traders potrebbero essere tutti in vacanza.

Più appare improbabile il raggiungimento di un accordo con la Grecia, più gli investitori resteranno in attesa a guardare.

Iggo: update sul mercato obbligazionario

I rendimenti obbligazionari hanno seguito un percorso a ‘V’ quest’anno, cogliendo di sorpresa gli investitori. Il Quantitative Easing della BCE ha spinto i rendimenti sempre più in basso, in territorio negativo – un rapido declino seguito da una altrettanto rapida risalita da fine aprile. La conseguenza è stata un azzeramento dei total return da inizio anno per buona parte del mercato obbligazionario globale, con l’eccezione dei titoli high yield, del debito subordinato e di quello dei mercati emergenti.

Iggo: il canarino non canta più

Dai minimi di aprile i rendimenti del Bund hanno guadagnato 80 punti base. Il segmento obbligazionario a lungo termine del mercato ha perso il 20% a livello di prezzi. Da inizio anno, i rendimenti total return del mercato obbligazionario sono stabili o negativi. Nessuna sorpresa, siamo in una fase di bear market. O meglio, ci troviamo in una prima fase di un mercato ribassista caratterizzato da condizioni favorevoli in termini di prospettive macroeconomiche.

Si tratta di un mercato ribassista che non presenta una correlazione positiva tra variazioni dei tassi (in alto) e spread sul credito (in ampliamento).

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Iggo: non ci servono rendimenti negativi

I rendimenti sono saliti nelle ultime settimane, perché i mercati hanno respinto l’ipotesi che si vada profilando il peggiore degli scenari economici possibili.

Il credito e le azioni hanno continuato a riportare buoni risultati, visto che ora i mercati sembrano concordi su uno scenario economico più positivo.

L’Europa è in ripresa, la crescita globale è modesta e l’inflazione resta sotto controllo. Probabilmente non è la situazione ideale e l’economia globale potrebbe essere un po’ più positiva, ma per i mercati e le imprese si tratta comunque di una discreta combinazione di crescita e inflazione.