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Iggo: il canarino non canta più

Dai minimi di aprile i rendimenti del Bund hanno guadagnato 80 punti base. Il segmento obbligazionario a lungo termine del mercato ha perso il 20% a livello di prezzi. Da inizio anno, i rendimenti total return del mercato obbligazionario sono stabili o negativi. Nessuna sorpresa, siamo in una fase di bear market. O meglio, ci troviamo in una prima fase di un mercato ribassista caratterizzato da condizioni favorevoli in termini di prospettive macroeconomiche.

Si tratta di un mercato ribassista che non presenta una correlazione positiva tra variazioni dei tassi (in alto) e spread sul credito (in ampliamento).

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Iggo: non ci servono rendimenti negativi

I rendimenti sono saliti nelle ultime settimane, perché i mercati hanno respinto l’ipotesi che si vada profilando il peggiore degli scenari economici possibili.

Il credito e le azioni hanno continuato a riportare buoni risultati, visto che ora i mercati sembrano concordi su uno scenario economico più positivo.

L’Europa è in ripresa, la crescita globale è modesta e l’inflazione resta sotto controllo. Probabilmente non è la situazione ideale e l’economia globale potrebbe essere un po’ più positiva, ma per i mercati e le imprese si tratta comunque di una discreta combinazione di crescita e inflazione.

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Iggo: un commento veloce sugli ultimi movimenti del mercato obbligazionario

I mercati obbligazionari hanno visto forti deflussi nelle ultime due settimane, con alcuni movimenti chiave, particolarmente sui tassi. A confronto con martedì 21 Aprile:

  • Bund a 10 anni: +41,5 punti base,
  • US Treasuries a 10 anni: +27,5 punti base,
  • UK Gilts q 10 anni: +40,3 punti base.

Nella sola giornata di martedì 5 maggio, gli spread sui periferici si sono ampliati di più di 20 pb, e il rendimento dei decennali italiani è salito di 27 pb.

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“And the winner is… Short Duration!”

Questa settimana il mercato obbligazionario ha fatto i capricci. I rendimenti dei Bund sono più che raddoppiati, l’indice dei titoli di stato tedeschi ha perso l’1,5% in termini di rendimento complessivo, il rendimento di Treasury americani e dei Gilt britannici è salito. Siamo dunque alla fine della fase rialzista del mercato? Inizia un mercato ribassista?

Ad ogni modo il comportamento del mercato non ci indica una direzione precisa, principalmente perché la paura di rimanere bloccati in asset non liquidi impedisce alla maggior parte degli operatori di impegnare significativamente il proprio capitale con un approccio più attivo.

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Iggo: un velato invito a una gestione dinamica nell’obbligazionario

I mercati obbligazionari soffrono di rendimenti molto ridotti, premi per il rischio insufficienti e carenza di liquidità. Come gestire un portafoglio obbligazionario in una situazione del genere?

Una possibilità consiste nell’essere flessibili e concentrarsi sulla gestione dei rischi dei tassi di interesse, di inflazione, di credito e di liquidità. La possibilità di investire in tutto il mercato obbligazionario, senza essere vincolati a un indice di riferimento, dà al gestore la capacità di reagire liberamente alle evoluzioni dei rischi di mercato e proteggersi da shock di liquidità.

Iggo: view sul mercato obbligazionario, marzo 2015 (seconda parte)

Tassi

I premi al rischio a termine sono diminuiti in tutti i principali mercati, come si evince dall’appiattimento delle curve dei rendimenti. Il livello assoluto dei rendimenti a 10 anni e la pendenza della curva a 2-10 anni sono prossimi ai livelli di minimo storico.

Si ravvisa ancora un parziale premio per le strategie carry-roll down, ma le posizioni lunghe in duration potrebbero essere a rischio di un aumento dei rendimenti su tutta la curva in risposta a un miglioramento dei dati economici o a segni di maggiori probabilità di un imminente aumento dei tassi da parte della Fed.