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Iggo: meglio puntare sul valore

I rendimenti obbligazionari quest’anno sono stati bassi, come avevamo previsto. Ci preoccupavano un aumento dei tassi o un ampliamento degli spread. Abbiamo avuto un assaggio di entrambi. Da inizio anno i rendimenti sono pressoché piatti. Come al solito, le obbligazioni si sono dimostrate in grado di proteggere il capitale meglio dei titoli azionari, in un periodo in cui i timori per la crescita continuano ad attanagliare i mercati globali.

Iggo: obbligazioni, chi compra e chi vende?

È stata una settimana intensa per i mercati azionari e valutari. A tenere alta la volatilità nei mercati emergenti sono i timori deflazionistici a livello globale causati dal rallentamento della crescita in Cina. Chi crede in questo scenario ritiene che un aumento dei tassi d’interesse da parte della Fed non farebbe che peggiorare le cose. Si tratta con ogni probabilità di paure esagerate. Sappiamo che la crescita in Cina non è più quella di una volta, ma non vi è consenso unanime circa l’entità del rallentamento.

Iggo: Summertime Blues

Chi prende una lunga pausa ad agosto spesso si perde un aumento improvviso della volatilità. In molti anni eventi di questo tipo sono stati il segnale di un terzo trimestre impegnativo per gli assets rischiosi, e quest’anno non dovrebbe essere un’eccezione.

Le forze in gioco sono due: il sempre più difficoltoso processo di adeguamento in atto in Cina e la lunga attesa di una normalizzazione della politica monetaria da parte della Fed.

Iggo: Finalmente un po’ di calma

Le autorità governative e gli investitori, in un clima di generale stanchezza, hanno accolto con un profondo sospiro la notizia del raggiungimento di un accordo con la Grecia, che apre la strada a possibili negoziati per un terzo bailout.

Non necessariamente si è trattato di un sospiro di sollievo, quanto di sconcerto per come si sia potuti giungere fino a tale punto.

Iggo: Ne o Oxi

La tragedia greca sta caratterizzando i mercati da settimane e ha raggiunto un suo climax in questo weekend.

Il referendum, da un punto di vista simbolico, può essere letto in più modi: un voto sull’appartenenza all’euro, un voto pro o contro l’austerità, o ancora un voto di fiducia per il governo di Alexis Tsipras. Avrà sicuramente un peso rilevante, ma la faccenda greca non finirà qui.

Iggo: black hole sun

C’è un po’ di agitazione nei mercati obbligazionari in questo momento. Tutti vediamo motivi per vendere ma temiamo che quando arriverà il momento non saremo in grado di farlo.

La Grecia potrebbe provocare un terremoto sui mercati del credito, la Federal Reserve potrebbe provocare un’altra oscillazione dei tassi d’interesse ed i traders potrebbero essere tutti in vacanza.

Più appare improbabile il raggiungimento di un accordo con la Grecia, più gli investitori resteranno in attesa a guardare.