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Iggo: i ragazzi stanno bene

L’economia globale e i mercati finanziari risentono ancora degli shock dovuti alla Cina e al mercato del petrolio. Il calo del prezzo del greggio sembra aver fatto più bene che male all’economia. Prezzi del petrolio più stabili dovrebbero migliorare il sentiment degli investitori. Le autorità in Cina sembrano impegnate a stabilizzare le aspettative sulla crescita.

Probabilmente inizierà una fase di adattamento dopo le turbolenze di inizio anno. I prezzi di alcuni asset finanziari sono scesi eccessivamente, per esempio il credito, soprattutto nei mercati high yield.

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Iggo: time to perform

E’ ora di smettere di preoccuparsi di ciò che non possiamo controllare. Per un investitore questo significa costruire un portafoglio con cui abbia una certa dimestichezza, di cui comprenda i rischi e per il quale sia in grado di prevedere in un certo modo se verrà ricompensato a livello di performance oppure no.

Nei mercati obbligazionari i rendimenti ci sono, ma bisogna saper cercare. Per ottenere rendimento nel lungo periodo occorre puntare sulla diversificazione e concentrarsi sul valore senza trascurare il rischio di mercato e di insolvenza.

Iggo: eppure c’è valore, se lo si cerca

I rendimenti sono più alti in tutti i mercati del credito. Questo perchè gli spread si sono ampliati, in qualche caso anche bruscamente. Si prevede un forte aumento del numero di default nell’high yield e di downgrade nel segmento investment grade. Anche i fattori tecnici non sono positivi poiché ci saranno insolvenze elevate e ristrutturazioni del debito in diversi settori.

Eppure c’è valore, se lo si cerca.

Iggo: ora è tutta una questione di tassi negativi

Forward guidance e quantitative easing (QE) non sono più de rigueur. Ora è tutta una questione di tassi negativi. I romanzieri distopici potrebbero descrivere una giornata campale, con visioni di una società senza banche, dominata dal baratto e dal crimine. In termini realistici, i tassi d’interesse negativi potrebbero addirittura non avere alcun effetto sui vostri conti correnti.

Ma il punto è che contribuiscono a stravolgere ancora una volta il sistema monetario a cui eravamo abituati.

Iggo: parliamo di tassi negativi

La Banca del Giappone (BoJ) ha detto “konnichiwa” ai tassi d’interesse negativi, rendendo ancora più comune la realtà di una tassazione sulle riserve bancarie. L’idea è di impedire alle banche di continuare ad accumulare liquidità nelle casse delle banche centrali, spingendole a erogare finanziamenti.

Il problema è che non lo fanno. Investono in titoli sovrani con rendimenti bassi (ma ancora positivi), sia nazionali che esteri.

Iggo: aspettando il rimbalzo

È stata un’altra settimana di flessione dei mercati e dei prezzi petroliferi, ma qualche segno di stabilità è emerso intorno a venerdì. Forse le valutazioni si sono modificate a sufficienza da risultare più in linea con i fondamentali economici.

Il Quantitative Easing ha spinto al rialzo i mercati finanziari, ma la spinta che ha impresso alle economie non è affatto sufficiente a giustificare quotazioni azionarie elevate e spread del credito ridotti.