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Iggo: la linea dura

Un Paese fortemente indebitato esce da una vasta area di libero scambio, mentre la sua banca centrale taglia i tassi di interesse allo 0,25% e acquista obbligazioni societarie nel tentativo di ridare fiducia all’economia.

Credete che la valuta di questo paese salirà o scenderà? Benvenuti nell’era della Gran Bretagna post-referendum.

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Iggo: la via della qualità

Una delle principali implicazioni del Quantitative Easing per i mercati obbligazionari è stato l’impatto sui prezzi delle obbligazioni di più alta qualità. Gli investitori pagano un costo (in termini di rendimento ridotto) per avere in portafoglio strumenti più sicuri.

Ma vengono spinti lungo la curva di credito, e col passare del tempo le fasce di rating diventano sempre più costose, una dopo l’altra.

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Iggo: è finita?

Durante la scorsa settimana i rendimenti obbligazionari sono saliti. Non tanto, ma abbastanza da allertare gli investitori di fronte ai pericoli di premi per il rischio bassissimi e del ruolo eccessivo delle banche centrali sui mercati. La strategia delle autorità non cambierà probabilmente in misura significativa nel breve periodo, ma si inizia a discutere di un nuovo indirizzo politico e gli investitori cominciano a comprendere che le obbligazioni non resteranno per sempre su valutazioni così elevate.

Iggo: la partita più grande

Iggo: la partita più grande

Questa settimana non ci sono state grandi novità da parte delle banche centrali, continuiamo a vivere in un mondo dove i premi per il rischio sono compressi principalmente a causa della politica monetaria.

I bassi premi per il rischio costituiscono di per sé un rischio finanziario poiché a un certo punto è possibile che si verifichi una correzione verso valutazioni più adeguate basate sui fondamentali.

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Iggo: riaprono le scuole

Quest’anno non c’è stata inflazione nei Paesi sviluppati, ma le obbligazioni inflation linked hanno riportato ottime performance in termini di rendimento complessivo, in particolare nel Regno Unito.

Questo risultato dipende principalmente dal calo dei rendimenti reali e riflette sia lo spostamento degli investitori verso duration più lunghe, sia la necessità di proteggersi dal rischio di una futura inflazione.

Iggo: momenti di gloria

La Gran Bretagna è in ottima forma, almeno in base ai risultati ottenuti ai Giochi Olimpici. Ma anche l’economia non sembra poi messa così male. Le condizioni finanziarie appaiono alquanto favorevoli e i pochi dati che sono stati pubblicati dopo il referendum sulla Brexit sono sorprendentemente al rialzo.

La flessione del tasso di cambio in genere è un fattore positivo per l’economia britannica.