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Iggo: Più forti, più a lungo

Nel reddito fisso, lo yield non sempre corrisponde al rendimento. È importante ricordarlo quando si prende in considerazione un investimento obbligazionario. Il rendimento deriva dalla somma del carry e delle variazioni di prezzo correlate all’andamento dei tassi di interesse e degli spread di credito. Può trattarsi di differenze notevoli, tranne che per gli orizzonti di investimento più lunghi. Negli ultimi anni il rendimento è stato più alto dello yield iniziale, recentemente invece è stato più basso.

Ma uno yield basso non significa necessariamente che bisogna rinunciare a un possibile investimento in obbligazioni.

Iggo: sarà un’estate crudele?

Finora quest’anno il mercato ha dovuto affrontare diverse difficoltà: l’ondata di volatilità a febbraio, il terremoto nei prezzi dei titoli tecnologici a marzo e lo shock nei mercati emergenti delle ultime due settimane. Questi fenomeni sono correlati tra loro? Sono la conseguenza della chiusura della politica monetaria estremamente accomodante negli Stati Uniti? O dipendono semplicemente dall’affollamento di alcune posizioni?

È opinione condivisa, difficile da contraddire, che l’economia globale sia ancora in ottima forma, a parte qualche dato meno brillante nel 1° trimestre.

Iggo: il 3% è solo un numero

Nel 2018 sembra sempre più difficile generare performance positive, considerato che molti indici azionari sono al ribasso e che i rendimenti obbligazionari sono negativi. È un fenomeno frequente durante le fasi di transizione dell’economia mondiale verso tassi di crescita e tassi di interesse più alti.

L’anno scorso tutti gli occhi erano puntati sulla crescita robusta, con la ripresa in Europa e i tagli fiscali negli Stati Uniti.

Iggo: l’erba di casa è più verde

I tassi di interesse negli Stati Uniti sono molto più alti che negli altri Paesi. La copertura del rischio di cambio in dollari risulta quindi costosa per gli investitori la cui valuta locale è l’euro, il franco svizzero, la sterlina oppure lo yen.

L’investitore può scegliere tra restare sul mercato locale, investire negli Stati Uniti e assumere il rischio di cambio, oppure accettare i costi di copertura nella speranza che la diversità e la volatilità del mercato obbligazionario americano riescano comunque a produrre un rendimento complessivo accettabile.