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Iggo: certamente, forse

La posta in gioco per la Brexit si è alzata improvvisamente. Il Primo Ministro Boris Johnson ha cercato di convincere tutti che è pronto a lasciare l’UE senza un accordo, nonché ad assumersi i rischi di un attacco alla democrazia e al Parlamento, se ciò significa raggiungere un compromesso con l’UE per l’uscita del Paese prima del 31 ottobre. È una scommessa a cui stanno cercando di reagire sia la politica che l’opinione pubblica.

Iggo: prezzi alle stelle

Nel lungo periodo, il rendimento complessivo derivante dagli investimenti obbligazionari dipende generalmente dal reddito. Quest’anno è interamente attribuibile alla crescita del capitale. Le oscillazioni dei prezzi obbligazionari sono state ampie, assoggettando così il mercato al rischio di una correzione. Se le aspettative di politica monetaria non venissero rispettate, o se si verificasse un evento in grado di diffondere l’ottimismo tra gli investitori, il rendimento dei titoli di Stato potrebbe invertire la tendenza. Con uno scatto improvviso.

Iggo: vacanze al sole

Il Presidente Trump sembra volere tassi molto più bassi e un dollaro più debole. È una prospettiva politica. Se si realizzasse tale scenario, i premi per il rischio inflazionistico negli Stati Uniti potrebbero salire. Tuttavia, ci sono buone ragioni alla base della forza del dollaro. Gli interventi nei mercati valutari storicamente hanno prodotto risultati eterogenei e potrebbero essere poco avveduti, considerato il buon andamento dell’economia americana.

Iggo: lo yield non corrisponde al rendimento

I mercati obbligazionari hanno rallentato un po’ questa settimana, ma io credo che la fase rialzista non sia ancora finita. Stiamo per assistere a un allentamento della politica monetaria, tuttavia abbiamo motivo di sentirci abbastanza tranquilli relativamente alle prospettive di crescita a breve termine.

Iggo: arriva l’estate

I rendimenti obbligazionari sono collegati alle aspettative di un allentamento della politica monetaria e all’incessante caccia al rendimento. Pertanto, gli yield stanno scendendo progressivamente al di sotto dei tassi di interesse ufficiali. Queste dinamiche potranno cambiare solo quando muteranno gli equilibri tra politica monetaria e fiscale.

Iggo: tassi più bassi, nessuna recessione

Se dobbiamo ricavare una previsione da quanto accade intorno a noi, credo che quella più sensata da offrire agli investitori si possa riassumere con queste parole: “tassi più bassi ma senza recessione”. Le banche centrali hanno adottato nuovamente un orientamento più accomodante questa settimana e sembra che la Federal Reserve sia pronta a soddisfare le aspettative del mercato tagliando i tassi. Persistono i rischi per la crescita su diversi fronti, tuttavia non dovremmo sottostimare il potere di un approccio più accomodante da parte delle autorità monetarie. Per questa ragione preferisco un’esposizione in titoli di Stato a lunga scadenza e in titoli di credito a più breve scadenza.