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Iggo: lo yield non corrisponde al rendimento

I mercati obbligazionari hanno rallentato un po’ questa settimana, ma io credo che la fase rialzista non sia ancora finita. Stiamo per assistere a un allentamento della politica monetaria, tuttavia abbiamo motivo di sentirci abbastanza tranquilli relativamente alle prospettive di crescita a breve termine.

Iggo: arriva l’estate

I rendimenti obbligazionari sono collegati alle aspettative di un allentamento della politica monetaria e all’incessante caccia al rendimento. Pertanto, gli yield stanno scendendo progressivamente al di sotto dei tassi di interesse ufficiali. Queste dinamiche potranno cambiare solo quando muteranno gli equilibri tra politica monetaria e fiscale.

Iggo: tassi più bassi, nessuna recessione

Se dobbiamo ricavare una previsione da quanto accade intorno a noi, credo che quella più sensata da offrire agli investitori si possa riassumere con queste parole: “tassi più bassi ma senza recessione”. Le banche centrali hanno adottato nuovamente un orientamento più accomodante questa settimana e sembra che la Federal Reserve sia pronta a soddisfare le aspettative del mercato tagliando i tassi. Persistono i rischi per la crescita su diversi fronti, tuttavia non dovremmo sottostimare il potere di un approccio più accomodante da parte delle autorità monetarie. Per questa ragione preferisco un’esposizione in titoli di Stato a lunga scadenza e in titoli di credito a più breve scadenza.

Iggo: questione di duration

Sono diminuiti i messaggi su Twitter e i mercati si sono stabilizzati. O forse è merito delle banche centrali? Nel frattempo, il mercato obbligazionario mostra sempre più rendimenti negativi. Il segmento a lungo termine del mercato dei titoli di Stato presenta ancora yield positivi, ma è una cosa da adulti. La volatilità è quasi paragonabile a quella dei mercati azionari. È un fattore da non trascurare.

Iggo: quanto si può scendere ancora?

L’escalation è stata rapida. Le obbligazioni tendono al rialzo e i rendimenti stanno crollando. Si è sempre più convinti che la Federal Reserve sarà costretta ad adottare una politica più accomodante nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Se i mercati azionari scendessero ancora e gli spread di credito si ampliassero, potremmo trovarci in questa situazione prima del previsto. La fonte di preoccupazione nell’immediato è la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti.

Iggo: l’arte… o la possibilità di trovare un accordo

Le prospettive di crescita economica riflesse dai mercati obbligazionari globali continuano a peggiorare, mentre cala ancora il rendimento dei titoli privi di rischio. In questo momento la principale fonte di pessimismo è la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Contrariamente alla tesi dell’amministrazione USA, l’aumento dei dazi non fa bene all’economia americana (né a quella globale). I mercati lo sanno e probabilmente stanno evitando un sell-off più marcato solo perché ci sono ancora possibilità di arrivare a un’intesa. In caso contrario, il mercato obbligazionario sconta un taglio dei tassi da parte della Fed.