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Chaney: nuova situazione in Grecia. Fine delle negoziazioni, arriva il referendum

Venerdì 26 giugno il primo ministro Greco Tsipras ha ricevuto un’offerta di estensione del secondo bailout per 5 mesi di 15,7 mld di EUR, a partire dal 1 luglio. L’offerta includeva anche un “pacchetto per la creazione di nuovi posti lavoro e per la crescita”.

Nel meeting di sabato dell’Eurogruppo la proposta sarebbe stata poi limata ed adattata a ‘rispondere alle future necessità di finanziamento e alla sostenibilità del debito greco’. In parole povere, si sarebbe iniziato a parlare di un terzo piano di salvataggio ed una ristrutturazione del debito esistente.

Investment strategy: il momento della verità si avvicina

Maggiore volatilità nel mercato obbligazionario e rischio Grexit suggeriscono cautela.

Punti chiave

  • Si sta avvicinando il momento della verità: la Fed molto probabilmente alzerà i tassi quest’anno e la crisi greca sta raggiungendo la sua fase più critica. A meno che non sia raggiunto un accordo la prossima settimana, la Grecia non riuscirà a rimborsare il debito al Fondo Monetario Internazionale, e potrebbero essere avviati controlli sui capitali e sui depositi

Video intervista a Wenzel (AXA IM): pollice in alto per l’azionario

View di mercato, asset allocation e le occasioni nelle varie aree del globo, questi sono stati i temi dell’intervista realizzata da Bluerating a Franz Wenzel, chief strategist di Axa Investment Managers, recentemente a Milano per una serie di incontri con i clienti.

Secondo Wenzel, gli asset rischiosi “sono il posto in cui essere” in questo momento. Azioni, zona euro (grazie alla Banca centrale europea) nonostante il rischio-Grecia, protagonista di trattative continue.

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Investment strategy: in attesa della soluzione in Grecia, ridurre il rischio

Preparatevi a più volatilità in un contesto di repricing dei mercati obbligazionari globali, di valutazioni azionarie elevate e di crescenti incertezze sulla Grecia.

Punti chiave

  • Dopo un I trimestre sottotono, la crescita globale dovrebbe accelerare, trainata dalla domanda interna in USA, Europa e Cina. Nelle ultime due aree, la politica monetaria sarà ancora molto favorevole, così da sventare il rischio deflazione. Negli USA, il nostro indicatore surprise gap ha scavalcato la linea di accelerazione, corroborando la nostra tesi di un aumento dei tassi da parte della Fed già da quest’anno, probabilmente a settembre.

Chaney: lezioni da un violento re-pricing. Bassa liquidità = rischio di elevata volatilità

Sin da metà aprile, i mercati finanziari hanno visto un significativo re-pricing di asset chiave quali i Bund tedeschi, i Treasury US, ma anche il petrolio e il cambio Euro/Dollaro.

Sebbene il modesto incremento dei tassi di lungo US così come del prezzo del petrolio siano giustificati dai fondamentali, lo stesso non può essere detto dello shock che ha spinto i rendimenti a 10 anni tedeschi da 0,08% (20 aprile) a 0,6% (7 maggio).

Chaney e Yao: la Cina si unisce nella lotta alla deflazione, ma è improbabile che adotti misure di QE

Proponiamo un’interessante analisi sulla politica monetaria cinese del mio collega Aidan Yao, basato ad Hong Kong.

La Cina sta iniziando a registrare un periodo di deflazione, principalmente a causa dell’effetto combinato del calo dei prezzi immobiliari e delle materie prime. Che i dati sull’inflazione nel primo trimestre (deflattore del PIL) siano stati negativi è evidenza della situazione. La Cina ha reagito al tracollo globale degli scambi commerciali del 2008 implementando massicci pacchetti di stimolo, che hanno portato a un vasto ed incontrollato incremento del debito, lo stesso debito che in altri paesi sta avendo ora un simile effetto: deflazione a livello domestico.