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Nuove opportunità nel reddito fisso grazie alla volatilità

Il gestore della strategia US Short Duration High Yield di AXA IM, Carl “Pepper” Whitbeck, esamina lo scenario volatile di quest’anno e delinea le sue aspettative e la strategia per il 2018.

Il 2018 è stato indubbiamente assai meno calmo degli anni precedenti. La volatilità è tornata, in particolare nei mercati azionari ma anche in quelli obbligazionari.

Le implicazioni dell’apprezzamento del dollaro per l’investitore obbligazionario

Per gli investitori a caccia di rendimento, in questo momento le obbligazioni USA, con rendimenti che oscillano intorno a quota 3%1, possono apparire un’opzione molto appetibile.

Ma la cautela è d’obbligo per chi non risiede negli Stati Uniti, in quanto i rendimenti stellari offerti da alcuni titoli sono in realtà molto meno appetibili se si tiene conto del costo della copertura del rischio di cambio.

Due domande a Guibout – 8a puntata

In questo episodio, il consulente finanziario Paolo si reca al circuito di Formula Uno per incontrare il pilota Alessio, che vuole chiedere a Gilles Guibout se è ancora una buona idea investire in aziende italiane dopo i recenti ribassi del mercato e soprattutto cosa ne pensa di società come… Ferrari! E Gilles incassa un invito alla prossima gara di F1.

Scopri l’ottava puntata.

AXA WF Framlington Italy: Il ritorno della volatilità a maggio

A maggio è tornata l’incertezza sui mercati. Sul fronte politico, l’annuncio di un’alleanza populista tra Lega e Movimento 5 Stelle, che condividono la messa in discussione della costruzione politica europea, ha portato volatilità e vendite sui mercati azionari. Cosi è stato anche dopo il veto del presidente Sergio Mattarella sull’economista Paolo Savona, noto per le sue posizioni euroscettiche.

AXA WF Global Optimal Income: per un portafoglio in grado di gestire al meglio la volatilità del mercato

L’economia statunitense non sembra risentire delle politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump. I dati sul PIL americano per i prossimi trimestri indicano una crescita che potrebbe attestarsi ben oltre il 3%. L’occupazione è aumentata oltre le attese, il tasso di disoccupazione è calato e si è registrato un ulteriore incremento dei salari su base annua.